Intervista a Eni Joule

Qual è stata la vostra motivazione nel sostenere e promuovere il programma di FoodSeed? In che modo pensate che questa iniziativa possa contribuire all’innovazione e alla crescita e sviluppo dell’industria alimentare?
Eni ed Enilive stanno diversificando i loro prodotti e servizi approdando in maniere sempre più importante anche nel mondo del food.
Pensiamo che questa iniziativa, che si inquadra nelle analoghe iniziative di CdP Venture, di cui siamo stati e siamo tutt’ora partner, possa contribuire fortemente allo sviluppo di un ecosistema di innovazione su tutta la filiera a partire dall’agroalimentare fino ad arrivare allo sviluppo di tecnologie di servizio e produzione.
Quali sfide pensate che le startup emergenti nell’industria agroalimentare italiana debbano affrontare in questo momento?
In generale in Italia, rispetto agli altri paesi nel mondo, le startup affrontano sfide simili, legate soprattutto alla raccolta di capitale. Inoltre si aggiungono difficoltà legate alla complessa burocrazia e alla scarsa cultura d’impresa in alcune aree del paese. Allo stesso tempo però le startup foodtech italiane trovano una leva competitiva importante proprio grazie alla ricchezza del territorio e alla cultura millenaria nel mondo del food e della ristorazione.
Il punto cruciale è il passaggio dalla dimensione artigianale alla fase di industrializzazione ed è proprio qui che Joule spera di fare la differenza.
Quali sono le principali opportunità che vedete per le startup nell’ambito dell’innovazione alimentare?
Sicuramente diventano sempre più rilevanti le tecnologie come l’intelligenza artificiale e l’IoT per rendere la produzione più efficiente e sostenibile.
Cresce l’interesse per le proteine alternative e i prodotti plant-based, in risposta a nuovi trend di consumo. Inoltre vista la nuova situazione di instabilità geopolitica, diventeranno sempre più importanti i prodotti sostitutivi di quei prodotti (es cacao, caffè) che potrebbero diventare inaccessibili o con elevata instabilità di prezzo.
Come si inquadra la partecipazione di Eni Joule al progetto FoodSeed nella vostra mission aziendale?
A fine 2025 viene lanciato da Eni, Enilive e Accademia Niko Romito il programma MEAL, un percorso “lab to market” dedicato alla creazione di prodotti alimentari innovativi nati dalla collaborazione tra startup e la cucina stellata dello chef Niko Romito che verranno commercializzati attraversi i canali di distribuzione Enilive.
Questo progetto si inquadra naturalmente all’interno dell’ecosistema di FoodSeed che ci consente di avere una vista privilegiata sul mondo del foodtech in Italia e all’estero.








